“Stanze italiane”, un museo virtuale per l’Italia nel mondo

By 25 Marzo 2021News

“Stanze italiane” è l’ultimo progetto a cui abbiamo collaborato: un nuovo museo virtuale per l’Istituto Italiano di Cultura di New York, con contenuti multimediali pensati per veicolare la cultura italiana nel mondo. Ecco come è stato creato

Un nuovo museo digitale ispirato all'Umanesimo italiano

Un nuovo museo digitale ha aperto i battenti: sono nate le “Stanze Italiane”!

Negli ultimi mesi abbiamo collaborato a un per l’Istituto Italiano di Cultura di New York. L’idea – dell’italianista Fabio Finotti, il nuovo direttore della sede statunitense – era quella di creare uno spazio virtuale, digitale, ma ispirato alla cultura tipicamente italiana e umanista delle “stanze”.

In che senso “stanze”?

La parola “stanza” deriva dal latino stans stantis, “stare”, “star fermo”. Ma le stanze sono anche le strofe di una poesia. E da una strofa all’altra noi ci muoviamo, per comprenderne appieno il senso, così come nelle nostre case (specialmente in lockdown) ci spostiamo da una stanza a quella attigua. La stessa cosa accade nei musei, digitali o fisici che siano.

“Stanze italiane” è dunque un museo virtuale vero e proprio, costituito da diverse stanze tematiche.

Internet è un paesaggio che non dobbiamo utilizzare come un semplice magazzino o un deposito nel quale scaricare alla rinfusa dei contenuti. È, invece, uno spazio che va disegnato con il gusto e lo stile italiano, costruendo edifici virtuali che abbiano la stessa eleganza e fruibilità di quelli reali. […] In questo spazio – articolato e accogliente come una casa – gli amanti della cultura italiana potranno trovare ciò che cercano: memoria e innovazione, dialoghi e approfondimenti che intrecciano passato e futuro. – Fabio Finotti

L'Istituto Italiano di Cultura di New York

Gli 82 Istituti Italiani di Cultura (IIC) nel mondo sono organi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI). Il loro scopo è promuovere all’estero l’immagine dell’Italia e la sua cultura umanistica e scientifica: per far questo collaborano con le principali istituzioni culturali del paese in cui operano. Fra le loro attività, l’organizzazione di corsi di lingua e cultura italiana, la gestione di archivi e biblioteche e la promozione del dialogo fra gli operatori culturali italiani e stranieri. 

L’Istituto Italiano di Cultura di New York è stato istituito nel 1961 e ha sede al 686 di Park Avenue, in una palazzina neo-georgiana del 1919 progettata dagli architetti W.A. Delano & C.H. Aldrich e collegata al Consolato Italiano da una terrazza. La biblioteca  dell’Istituto, dedicata a Lorenzo Da Ponte, è attualmente costituita da più di trentamila volumi.

L’esigenza di costruire un vero e proprio museo digitale nasce dalla volontà di portare la cultura italiana negli Stati Uniti e nel mondo e, contemporaneamente, di portare gli Stati Uniti e il mondo in Italia, “riunendo” virtualmente nella stessa stanza (per l’appunto!) chi ha radici italiane e chi ha, semplicemente, una grande passione per la nostra cultura. «Le Stanze italiane – ha dichiarato Fabio Finotti – permetteranno di sperimentare la ricchezza e la bellezza della nostra ospitalità».

Come funzionano i musei virtuali (e come è stato realizzato questo)

Il museo virtuale dell’Istituto Italiano di Cultura di New York sarà composto da dieci stanze tematiche (ma la natura stessa del progetto apre ad ampliamenti futuri).

E cosa conterranno queste “stanze”?

Contenuti multimediali come animazioni, video, interviste, immagini realizzati appositamente, alcuni in anteprima mondiale; tutto raccontato visivamente con uno storytelling digitale che permette la navigazione di immagini ad alta risoluzione, trasformate in mappe dei contenuti testuali e audiovisivi di ciascuna stanza.

Graficamente, l’iconografia del sito è costruita attraverso alcune immagini simbolo dell’Italia e del suo rapporto con la Grande Mela, rese disponibili da musei, fondazioni, istituzioni e collezioni private. Fra queste la Galleria nazionale delle Marche, Casa Leopardi, la Fondazione Renzo Piano, il MART di Trento e Rovereto. Come in ogni museo digitale che si rispetti non può mancare la musica: nelle Stanza Italiane il commento sonoro è affidato a brani appartenenti a ogni genere e a ogni epoca musicale, legati ai diversi temi delle Stanze e accomunati da un legame con l’Italia.

Tutte le stanze del sono state create con una piattaforma multidisciplinare specializzata nel racconto interattivo, scelta già da alcuni grandi musei virtuali come quelli creati dal Van Gogh Museum e dal Rijksmuseum di Amsterdam e dal Museum of Natural History di Stoccolma. Il sistema operativo permette di connettersi con il pubblico in modo coinvolgente attraverso:

  • Immagini zoomabili ad alta risoluzione (fino a 150.000 pixel di larghezza e altezza utilizzando la minore banda possibile, con un conseguente caricamento delle immagini molto rapido e con prestazioni elevate).
  • Sistema basato su cloud: le immagini caricate su server sono facilmente accessibili in tutto il mondo con una performance di alto livello; tutti i contenuti sono resi disponibili da un content delivery network che garantisce un’esperienza fluida, poiché sfrutta la scalabilità automatica del server evitando il sovraccarico.
  • Marcatori e contenuti personalizzabili, che permettono di rendere interattive le immagini associandole a testi, annotazioni, istruzioni, audio o video a scelta..
  • Audio ambientale, per rendere ancor più “immersiva”.
  • CSS personalizzabile, per una customizzazione completa del museo online.
  • Embed Html: il museo digitale è accessibile da tutti i moderni browser mobili e desktop e i contenuti creati sono incorporabili nel proprio sito web, indipendentemente dal content management system.
  • Immagini zoomabili e interattive a 360° supportate dal sistema, per esperienze interattive e dal carattere “immersivo”.

Le stanze del museo online e quelle in prossima apertura

Uno degli angoli della Stanza di Dante, dedicato alla mostra “Dante ipermoderno”

Le “Stanze italiane” che verranno aperte nei primi mesi sono dieci. Sono già visitabili le prime tre:

Atrio
Dedicata all’Istituto, alla sua storia, al rapporto con New York. Contiene una serie di immagini storiche dell’edificio georgiano di New York che ospita l’Istituto dagli anni Sessanta del Novecento.

Stanza di Dante
Dedicata al Sommo Poeta, aperta in onore del Dantedì 2021 (il 25 marzo, data d’inizio del viaggio ultraterreno del Sommo Poeta attraverso l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso). La “Stanza di Dante” svelerà una serie di tesori come “Dante ‘prezioso’ 1321-2021”, una spilla in oro, smalto e brillanti disegnata dall’artista Mimmo Paladino e realizzata dal designer Cleto Munari, nuovo oggetto creato per le celebrazioni di quest’anno e mostrato qui in anteprima. Oltre alle immagini del gioiello, ci saranno un’intervista agli autori moderata da Alba Cappellieri (direttrice del Museo del gioiello di Vicenza e docente del Politecnico di Milano), testi di approfondimento, immagini dei bozzetti. Altro contenuto della “Stanza di Dante” è una video conversazione di Fabio Finotti con Giorgio Bacci, docente di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università di Firenze e curatore della mostra “Dante Ipermoderno. Illustrazioni dantesche nel mondo 1983-2021”, che da aprile comincerà un tour espositivo presso alcuni istituti Italiani di Cultura, come quelli di Mosca e Londra. Terzo pannello di questa “Stanza” è una video conversazione del direttore Finotti con Leonardo Frigo, giovane artista italiano residente a Londra che descrive la sua ultima creazione “Dante Alighieri Inferno” dedicata alla prima Cantica della Commedia: 33 violini e un violoncello interamente decorati da disegni ad inchiostro che illustrano i singoli Canti.

Stoà
il portico, luogo d’incontro, passaggio e sguardo dall’interno verso l’esterno e viceversa, ispirato al “portego” che collegava tutte le stanzedelle case veneziane. A inaugurarla un video intitolato Per riveder le stelle – Una serata tra musiche e poesie, abbassando le luci, realizzato in collaborazione con il Teatro Rossetti di Trieste diretto da Paolo Valerio in occasione dell’iniziativa di Rai Radio2 “M’illumino di meno”. Prossimamente sarà disponibile una conversazione dedicata alla “Musica migrante” con Luca D’Ambrosio (blogger di musicletter.it), Umberto Marin (fondatore di Time for Africa) e alcuni musicisti, come Kora Hero, che hanno saputo intrecciare la tradizione musicale dei loro paesi di origine con le suggestioni di quella italiana e europea. Nell’Atrio saranno presto visibili documenti audiovisivi raccolti grazie alla collaborazione con RAI Italia.

Prossimamente saranno aperte:

Galleria
Per conoscere personaggi e opere dell’arte italiana o legata all’Italia, con conversazioni dedicate a opere iconiche della contemporaneità con la storica dell’arte Laura Mattioli in collaborazione con il CIMA. Center for Italian Modern Art di New York. E ancora, gli incontri con artisti come Ezio Gribaudo curato da Victoria Surliuga (docente di Italian Studies presso la Texas Tech University di Lubbock)

Auditorium
Uno spazio per il cinema, i concerti musicali, la televisione e tutte le forme di produzione audiovisiva fino a internet.

Caminetto
Per i dialoghi più intimi su personaggi e libri che uniscono le due sponde dell’Oceano.

Biblioteca
Per celebrare i tesori della lingua italiana.

Officina del design
Dedicata al made in Italy.

Children’s Corner
Uno spazio progettato per i più piccoli.

Horti
Per non dimenticare l’invenzione del paesaggio italiano.

Il progetto prevede un futuro ampliamento con altre Stanze come la “Cucina”, il “Guardaroba”, il “Garage”, la “Palestra” e la “Soffitta”.

Visita le Stanze Italiane

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