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sara

Podcast per la cultura

By News No Comments

International podcast day: perché ha senso festeggiarlo?

Il 30 settembre è l’International podcast day.
Sì d’accordo, ormai c’è una giornata per tutto. Ma perché oggi ha senso parlare di podcast in Italia?

Nel nostro Paese gli ascoltatori abituali di podcast sono in continua crescita: nel 2021 ha raggiunto il 28% degli “Internet users”.

Di certo non si tratta di un fenomeno nuovo per il resto del mondo: basti pensare che la parola “podcasting” fu eletta parola dell’anno dal dizionario statunitense New Oxford già nel 2005.
È però negli ultimi anni che è esplosa la “podcast-mania”, con un forte incremento nel periodo del primo lockdown, che non si è più arrestato, a testimonianza del fatto che l’ascolto di podcast si è presto trasformato in un’abitudine consolidata per gli italiani.

Chi sono gli ascoltatori di podcast?

Il 68% degli ascoltatori di podcast rientra nella fascia d’età tra i 18 e i 34 anni.

Si tratta, però, di un fenomeno che sembra destinato a crescere. Giusto per fornire un altro dato, oltre il 55% degli over 55 ascolta podcast abitualmente.
Inoltre il 39% degli italiani dice di non conoscere ancora questo tipo di servizio ma potrebbe esserne interessato.*

*dati della ricerca United States of Podcast di Nielsen e Audible presentata a Milano a novembre 2020, riportata da Askanews

Perché si ascoltano i podcast?

La prima motivazione che spinge un utente ad ascoltare podcast è la voglia di informarsi e approfondire un tema quando e dove vuole.

Ma non solo: l’ascolto di podcast può rappresentare anche un momento di relax o di crescita personale con la scoperta di nuovi contenuti.

Basta dare un’occhiata ai maggiori siti di podcast per averne una conferma: tra i più ascoltati troviamo programmi di mindfulness, approfondimenti su fatti storici o attualità e intrattenimento.
Quest’ultimo è l’aspetto più interessante per noi di Cultura e digitale.

Come si può fare intrattenimento culturale con i podcast?

Al momento in Italia si stanno percorrendo due strade:

  1. progetti collaterali di artisti o programmi con un forte successo in altre piattaforme (Tv, radio, social network, etc.) che propongono contenuti extra rispetto a quelli che si possono trovare nei loro canali “ufficiali”. In questo caso il podcast non vive di vita propria ma diventa un contenuto aggiuntivo, una “bonus track” del progetto principale;
  2. creazione di contenuti originali in un format forse più simile a quello dell’audiolibro che di un vero e proprio podcast.

Perché sfruttare la “podcast-mania” per la promozione di un teatro o di un altro soggetto culturale?

Chi lavora nella cultura conosce bene la scarsità di mezzi (tecnici ed economici) che si hanno a disposizione per proporre delle soluzioni promozionali al posso coi tempi.
La maggior parte delle energie, infatti, deve essere spesa per la produzione dell’esperienza artistica e chi, come noi, si occupa di marketing e promozione, deve ingegnarsi per comunicare in modo efficace con pochi mezzi.

I podcast possono essere una buona soluzione per diversi motivi:

  • il costo di realizzazione è molto contenuto. Non servono set, luci, costumi o trucchi. Basta un microfono o addirittura un telefono, a seconda del taglio editoriale che si vuole dare al racconto;
  • la durata media di ogni sessione è di 25 minuti. I contenuti, quindi, devono essere brevi e questo permette a chi si occupa dell’editing di distribuire gli argomenti su più “puntate”, in modo da avere un periodo di promozione più lungo, senza dover continuamente crearne di nuovi;
  • i contenuti sono spesso già a disposizione del teatro: basti pensare alle audiointroduzioni degli spettacoli realizzate per i non vedenti che possono essere riadattate;
  • il podcast ci permette di fare sia degli approfondimenti sull’evento culturale che vogliamo promuovere (in questo caso seguiremo la linea del progetto collaterale) che di creare nuovi contenuti ad hoc. In questo senso alcuni teatri in Italia si stanno già muovendo ideando dei veri e propri spettacoli senza scena. Format che si avvicinano più agli audiolibri, come dicevamo già, ma d’altronde sono le stesse piattaforme di podcasting a non delineare una netta distinzione tra le due cose, permettendoci di integrarle.

A cosa stare attenti quando si fanno podcast per la cultura?

Come abbiamo visto, per quanto si tratti di un mercato in continua espansione sia in termini di numeri che di ampliamento del target, al momento i consumatori di podcast hanno tra i 18 e i 34 anni.

Quando ci approcciamo a qualsiasi piattaforma dobbiamo sempre chiederci se troveremo lì il nostro target e, se la risposta è no, la domanda successiva dovrà essere “sono in grado di parlare il linguaggio di quella piattaforma per intercettare nuovo pubblico?”.

Perché per fare podcast non basta avere un argomento e parlarne ma bisogna farlo rispettando le regole editoriali di quel format, soprattutto se si vuole coinvolgere utenti che non fanno parte del nostro target ma che rispettano in pieno quello della piattaforma in cui andiamo a creare contenuti.

Sarebbe come usare TikTok senza seguire i trend e usarli secondo il proprio stile comunicativo.
Insomma, anche quando pensiamo di fare un podcast, prima di avviare il registratore dobbiamo chiederci: sembrerò un boomer?
Se la risposta è no allora premi play!

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Organizzare eventi a pagamento e dirette streaming su Facebook

Organizzare eventi a pagamento e dirette streaming su Facebook

By News No Comments

Eventi a pagamento su Facebook: come funzionano?

La pandemia non ha trasformato solo il mondo offline ma anche quello online.
Nascono nuovi social (primo fra tutti Club House) e ne crescono altri che sembravano relegati a una nicchia di utenti (pensiamo a Pinterest o Twitch).
I grandi colossi si adeguano ai tempi, passando da luogo di promozione degli eventi a vero e proprio palcoscenico.
Facebook, per esempio, da qualche mese permette di realizzare dirette streaming a pagamento (Paid Online Events).

In Italia, tranne nella breve parentesi estiva, lo spettacolo dal vivo è fermo da oltre un anno. Abbiamo già visto in questo post come il mondo della cultura sia stato capace di guardare alla pandemia come a un’opportunità per aprirsi al digital. 

Per generare entrate con gli stream, però, finora l’unica strada era quella delle webTv: crearne una propria e promuoverla attraverso i canali classici, sia online che offline.

Eventi a pagamento su youTube

Anche YouTube permette di creare contenuti a pagamento, direte voi. E avete ragione… ma YouTube ha delle regole molto rigide.
Innanzitutto non tutti i canali YouTube possono realizzare contenuti a pagamento.
Quali canali sono abilitati? Quelli che rientrano nel programma partner per la monetizzazione.
Come si diventa partner di YouTube? Con oltre 4000 ore di visualizzazione pubbliche valide negli ultimi 12 mesi e almeno 1000 iscritti al canale.

Proprio perché, come dicevamo, molti luoghi della cultura hanno scoperto il digital nel periodo pandemico, non è detto che i loro canali superino questi numeri e che, quindi, siano in grado di monetizzare il proprio video su YouTube.

Facciamo un’ulteriore precisazione sul termine monetizzare: YouTube lo usa sia nel caso in cui il video contenga contenuti pubblicitari che, quindi, generano un’entrata al canale, sia nel caso di noleggio o vendita di un video.
Tecnicamente, infatti, un’altra differenza con la stessa funzione di Facebook è che YouTube permette il noleggio o la vendita del contenuto: non si parla quindi di pagamento del biglietto assistere a uno spettacolo.
È una differenza che potrebbe sembrare solo sostanziale o tecnica (on demand vs streaming) ma importante da sottolineare nel mondo della cultura.

Quali sono, quindi, i vantaggi che offre Facebook nell’organizzazione di eventi a pagamento?

Facebook organizzazione eventi a pagamento
  1. tutte le pagine possono pubblicare video a pagamento: basta solamente rispettare i termini per la monetizzazione di cui parleremo più approfonditamente;
  2. è tutto in una sola piattaforma: puoi creare, promuovere, vendere biglietti e organizzare il tuo evento in un unico posto;
  3. fino al 30/06/2021 i creator trattengono il 100% dei ricavi e gli organizzatori non pagano nessuna commissione (meno le imposte applicabili), a eccezione dei gaming creator.

Dobbiamo, però, prestare attenzione a due cose:

  1. le modalità di versamento sul conto da parte di Facebook: riceverai i pagamenti una volta al mese dopo aver superato il saldo minimo di 100 dollari. Se alla fine del mese è inferiore a 100 dollari, il saldo accumulato sarà conservato per il mese successivo finché non raggiungerà la soglia minima per il pagamento;
  2. l’inserimento di contenuti protetti da SIAE senza averne i diritti può portare alla rimozione del contenuto e al rimborso automatico degli utenti.
    L’accordo siglato da SIAE con YouTube e Facebook, infatti, permette lo streaming di eventi e l’utilizzo di contenuti musicali sulle proprie pagine solo nel caso in cui questi siano gratuiti e senza introiti a titolo di contributo, sovvenzione, sponsorizzazione o pubblicità.

Come si organizzano eventi a pagamento su Facebook?

Promozione eventi Facebook

Accedi a questo link, seleziona la pagina che vuoi usare, accetta le condizioni d’uso e, se non l’hai già fatto, configura un account per i pagamenti.
Una volta completati i passaggi la Pagina potrebbe essere sottoposta a una procedura di revisione per assicurarsi che soddisfi le normative sulla monetizzazione per i partner. Se la Pagina non soddisfa le normative riceverai una notifica tramite e-mail.

Facebook permette comunque di creare eventi a pagamento senza aver completato la configurazione dell’account, che può essere finalizzata successivamente, entro 6 mesi dall’inizio della configurazione. Superato il limite di tempo massimo perderai i tuoi guadagni.

Ora sei pronto a organizzare eventi a pagamento su Facebook… procediamo!

Eventi a pagamento su Facebook

L’interfaccia di creazione è molto simile a quella di un classico evento:

  • inserisci il titolo, la data, il luogo, la descrizione e la categoria;
  • scegli il modo in cui le persone possono partecipare al tuo evento. Puoi programmarlo con Facebook Live (in questo modo il video resterà disponibile anche dopo la fine della diretta per gli utenti che hanno acquistato il biglietto) o aggiungere un link a una piattaforma esterna (in questo caso il video non sarà più disponibile dopo la fine della diretta);
  • scegli un prezzo: ti troverai di fronte a un menù a discesa. Non puoi indicare tu il prezzo ma sceglierne uno tra quelli elencati (non è possibile creare più fasce di prezzo). Non potrai modificarlo dopo la pubblicazione;
  • in questa fase, se vuoi, puoi impostare un limite di capacità dell’evento: può essere una buona soluzione in caso di eventi interattivi in cui un bacino d’utenza illimitato può essere difficile da gestire;
  • scegli un’immagine di copertina dell’evento e finalizza le impostazioni (aggiungi co-organizzatori, mostra la lista degli invitati, scegli chi può pubblicare contenuti all’interno dell’evento e, se lo ritieni opportuno, abilita la possibilità di ricevere domande su Messanger);
  • salva e procedi alla pubblicazione.

Due cose da sapere prima di promuovere il tuo evento a pagamento su Facebook

  • Puoi trasmettere eventi in diretta o pre-registrati: in quest’ultimo caso Facebook raccomanda di segnalarlo nella descrizione;
  • in caso di modifica di data, ora o descrizione dell’evento dopo la sua pubblicazione, i partecipanti iscritti potranno richiedere un rimborso.

Adesso puoi iniziare con la promozione del tuo evento a pagamento su Facebook!
Oltre alle classiche forme di promozione sia organiche che a pagamento, hai la possibilità di creare contenuti rivolti solo a chi ha già acquistato il biglietto, accrescendo quindi il suo interesse e dandogli ulteriori motivi per condividere l’evento con la sua cerchia di amici.

Ricorda che puoi fare delle prove di diretta per verificare la tua connessione e preparare al meglio il tuo evento, cliccando su Publish as a test broadcast anziché su Go Live nelle impostazioni di Facebook Live Producer.

Gli eventi a pagamento su Facebook sono adatti a tutti i contenuti?

Ti consigliamo questa nuova funzionalità di Facebook per monetizzare webinar, interviste, corsi o eventi teatrali che prevedano pochi contributi musicali al loro interno.
E allora la Cavalleria rusticana al Teatro San Carlo di Napoli? Quello è stato il primo grande esempio di Paid Online Events in Italia ma è stato realizzato con la partnership di Facebook.

Se il rischio che il video venga bloccato a causa della presenza di contenuti tutelati, nel caso di eventi gratuiti ci espone solo a un disservizio nei confronti degli utenti, in questo caso comporta anche una perdita economica.
Vi raccomandiamo, comunque, di contattare sempre i mandatari SIAE della vostra zona per avere maggiori informazioni sull’eventuale necessità di una Licenza.